Prima di tutto sognate
11° giorno 30 novembre da Colon a Gualeguaychú
bisogna avere un sogno per poterlo realizzare, quindi prima di tutto sognate.


Invece alla fine, quest’anno, è l’anno giusto ho trovato un compagno di viaggio, Enrico Roberto Carrara, così gli piace essere chiamato, che proposta l’idea non ha detto di no, è come dice un altro signore un po’ anziano, quando puoi fare una cosa, falla, e non rimandare perché del futuro non c’è certezza.

L’autovia ci aspettava è ad ognuno che chiedevamo ci raccontava una storia diversa. Chi diceva chi ci voleva un permesso speciale, chi diceva, che la polizia ci avrebbe sequestrato le biciclette, altri che bisognava viaggiare in corsia d’emergenza in contromano, l’unica cosa da fare era presentarsi davanti al problema ed affrontarlo.
L’unica cosa certa era quella che visto che non siamo gatti, e di vita ne abbiamo una sola, che al primo dubbio avremmo preso il treno o un autobus. Comunque tranquilli niente di tutto questo in confronto alla nazionale 12 è stata una passeggiata, si transitata molto scorrevolmente e con spazi per poter stare lontano dai camion, che qui hanno una forma di rispetto molto più alto che al nord dell’argentina.

Anzi, gli ultimi usati nel precedente viaggio, ci hanno fatto venire degli sfoghi cutanei a tutti.
Stasera Gualeguaychú vediamo come andrà a finire.
P.S. Più scendiamo a sud, perché è lì che bisogna andare, e più la gente è gentile, oggi si è fermata una macchina per offrirci dell’acqua, ieri uno ci ha regalato due lampadine da bicicletta, ci fermano per farci i complimenti e darci un buenas suertes.