Federico Finozzi e la sua seconda vita dopo il trapianto di fegato

Federico Finozzi e la sua seconda vita dopo il trapianto di fegato

Simona Agresti
8 ore faAsciano

È mancata una persona speciale……
Riporto qui le parole ,non mie , ma che meravigliosamente descrivono Federico Finozzi….

Federico scopre di avere problemi di salute a 18 anni, il sintomo sono delle febbri quotidiane. Diagnosi: colite ulcerosa con colangite sclerosante, la prima all’intestino, la seconda al fegato, esattamente le mie patologie, che colpiscono 1 persona su 17.000.
Dopo anni di limitazioni e sofferenza epatica arriva nel 2003 al trapianto di Fegato. È la Rinascita nel vero senso della parola, addio febbre, addio stanchezza, si fa spazio una grandissima voglia di vivere e recuperare il tempo perduto.
Nel 2005 si iscrive ai campionati mondiali di nuoto per trapiantati e porta a casa diverse medaglie d’oro. Non solo, diventa parte attiva nelle associazioni aiutando con una parola di conforto i pazienti ricoverati, chi è in attesa di trapianto, chi torna in lista o chi ha solo bisogno di essere rassicurato.
Prima di me, i miei genitori hanno conosciuto Federico, era il settembre 2007, io ero ricoverata per il protocollo di inserimento in lista trapianti. I miei genitori arrivarono entusiasti in reparto, raccontandomi della conoscenza di questa persona così eccezionale e di quanto fosse riuscita a dar loro coraggio e fiducia nel futuro…
Entra a lavorare nella Foresteria il Pellicano, gestito da Vite Onlus, Volontariato Italiano Trapiantati Epatici. È una struttura di proprietà dell’ospedale Cisanello di Pisa con 22 camere da letto, dove vengono accolte le persone chiamate al trapianto (le chiamate non si possono prevedere in quanto gli organi vengono da persone da poco decedute, quindi venivano lasciate delle stanze vuote per questi casi urgenti), i loro familiari e i pazienti per i controlli post-operatori. Non è un semplice albergo, è un posto dove la sofferenza e lo smarrimento trovano in Federico Pace e Speranza. Ogni volta, dopo il controllo mensile, faccio sosta qua ed è qua che ho avuto lui e le ragazze come maestri, scoprendo che anch’io posso essere di aiuto.
Studia e si impegna in ogni fronte, riuscendo a laurearsi in Counselling e aprendo lo sportello “Non sei solo”, un’ora di colloquio a disposizione di chi ha bisogno di un supporto più strutturato.
Federico parla nelle scuole, negli ospedali, nei convegni, è in grado di conquistare l’attenzione e commuovere qualunque platea, racconta la sua storia, racconta quanto sia importante donare gli organi (un domani) e donare il sangue, perché lui (noi) è tornato alla Vita grazie a questi semplici gesti… e grazie a questo è potuta nascere sua figlia, Rebecca, che spesso lo ha seguito in varie sue destinazioni con la moglie.
Federico oltrepassa i confini regionali, è conosciuto in tutta Italia. Per le sue grandi capacità viene nominato Presidente Regionale di Aido, Associazione Italiana Donazione di Organi, chi meglio di lui può testimoniarne l’importanza?
È un vulcano in piena, ogni giorno è in una città diversa, con la sua gendina che è un semplice foglio A4 stropicciato dove annota tutti gli spostamenti. Senza mai risparmiarsi, senza mai negare il sorriso a nessuno, anche quando sta davvero male non manca il suo “Come stai?”, e io “Tu come stai” e lui “È un problema dei dottori, non mio!”, scherza sempre, anche nei momenti tragici.
Federico si aggrava nel luglio 2015, iniziano ricoveri più prolungati, lui non molla, legge scrive e lavora anche da lì, vuole guarire e tornare alla sua vita. Viene ricoverato 2 mesi in un reparto “delicato”, io temo ad entrarci ma voglio vederlo e vado a trovarlo dalle scale esterne e mi affaccio alla sua finestra, anche qui non manca di scherzare e sdrammatizzare la situazione perché spera, spera fino all’ultimo giorno che sia tutto un bleff, che il destino non sia davvero così crudele, proprio con lui, che sta dando così tanto alla società…
Il nostro ultimo incontro è stato a luglio scorso in ospedale, come sempre, nonostante tutto è un ricordo dolce, che porterò sempre con me.

Federico era una di quelle persone che riempie l’atmosfera di energia, vitalità e positività, di quelle che non dimentichi facilmente, aveva quella marcia in più che nessuno riuscirà mai a eguagliare, era il punto di riferimento per chiunque affrontasse il trapianto come emblema di Rinascita… ma anche per chi si avvicinava al mondo della donazione, incuriosito dalle sue parole.
Grazie a lui tantissime persone hanno capito l’importanza della donazione di Organi e sangue e stanno riempiendo la sua bacheca di pensieri e ricordi.
Quando il tuo corpo si è staccato dalla tua anima mi hai avvisato, io dormivo ma te mi hai svegliato, delicatamente, sono rimasta 20 minuti a capire questa strana sensazione, poi ho acceso il telefono e una cara amica mi ha avvisato che ci avevi lasciato. Io come altri ti sentiamo, vivi in noi, ti sento mentre guardo il mare, mentre cammino, mentre parlo, sono convinta che una parte di Te resterà tra noi, a condurci verso la strada giusta, quella che avresti voluto tu.
Arrivederci Fede. Ti voglio bene. Mi dispiace non poterci essere domani.

 

 

 

 

Pin It

Richiedi Informazioni