🚴 Day 10° da Siracusa ad Aci Trezza

🚴 Day 10° da Siracusa ad Aci Trezza

20 settembre 2018

Questa mattina il tempo mi sta graziando, non piove, anzi, il sole sta facendo capolino. L’uscita da Siracusa in bicicletta è un po’ complicata: tantissimo traffico, forse ho sbagliato l’orario. La prima destinazione é Augusta, che mi ricorda il nome di una bellissima moto italiana.

Purtroppo per i miei occhi, però, da Siracusa – bellissima città – fino ad Augusta é tutta una ciminiera! L’aria è irrespirabile e non si può pensare che nel 2018 i posti di lavoro arrivino dalle ciminiere. Siamo veramente indietro, questa regione potrebbe vivere di turismo 365 giorni l’anno! Ieri sera ho incontrato un tipo dei torroncini Melegatti che amava talmente il proprio lavoro e la propria terra da farmi venire la voglia di tornare in Sicilia anche a dicembre, a mangiare il panettone. E’ di questi siciliani che abbiamo bisogno, non di coloro che pensano che una ciminiera porta 100 posti di lavoro anche se semmai fa morire 5000 persone! Concetto totalmente sbagliato quello delle nuove generazioni, ahimè… E così non abbiamo veramente futuro.

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Arrivo ad Aci Trezza, bellissimo paese. Centro peschereccio di antica tradizione, fondato alla fine del Seicento come approdo marittimo, il piccolo paese si affaccia sul mar Ionio, dinanzi al piccolo arcipelago delle isole dei Ciclopi, sito di interesse naturalistico e geologico. Dalla seconda metà del Novecento il borgo è divenuto una destinazione turistica, conosciuta anche per I Malavoglia, il romanzo più noto dello scrittore siciliano Giovanni Verga. Il romanzo narra appunto la storia di una famiglia di pescatori che vive e lavora ad Aci Trezza.