Così cambierà Meridiana

Meridiana

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Intese più strette con il Gruppo Iag, una flotta completamente rinnovata e una totale revisione delle rotte non redditizie. Potrebbe essere questo il futuro di Meridiana, se si dovesse concludere l’intesa con il fondo sovrano del Qatar.

Un’intesa che da più parti ci si auspica venga raggiunta presto, perché, stando a quanto ha dichiarato il presidente Meridiana Marco Rigotti, immediatamente dopo l’incontro che ieri si è svolto al Mise con le parti sindacali e la Regione Sardegna, “si tratta di un piano di tagli e rilancio, serve velocità, altrimenti Qatar lascia la trattativa”.

Il piano degli esuberi
I tagli su cui poggerebbe l’intesa tra l’Aga Khan e gli emiri del Qatar parlano di 900 dipendenti, condizione che ha immediatamente generato forti malumori tra le parti sociali, ma i tempi per arrivare a chiudere sono stretti: l’obiettivo è infatti fissato alla fine del prossimo mese di marzo.

Il salvataggio di Meridiana da parte del Qatar comporterebbe la creazione di una newco, in cui il Gruppo Alisarda farebbe confluire Meridiana Fly, Meridiana Maintenance ed Air Italy, continuando a detenerne la maggioranza con il 51 per cento; il Qatar entrerebbe per il 49 per cento, immettendo capitali la cui cifra per ora non è confermata, ma potrebbe aggirarsi tra i 50 e i 100 milioni.

Prospettive di rilancio
La contropartita è pesante, non c’è dubbio, ma il rilancio di Meridiana potrebbe passare da una flotta completamente rinnovata, da un network ottimizzato e magari ancora più vicino a quello dei vettori Iag (British Airways, Iberia  e Vueling), di cui il Qatar detiene il 10 per cento, mantenendo le quattro basi italiane di Olbia, Malpensa, Linate e Napoli.

Il ministro ai Trasporti Graziano Delrio si è espresso sulla questione, riporta Repubblica, dicendo che l’Italia non può perdere una compagnia come Meridiana. Il prezzo è alto, ma l’occasione rischia di essere una sola.